La critica politica e sociale

 

 
 


dalla Introduzione
di Ferruccio Monterosso al volume:
Lettere vanitose
Soveria M. , Rubbettino, 1985

Bersaglio principale di queste pagine è l'antica - ma, ahimé, sempre risorgente - figura del letterato futilmente compiaciuto e propagandista di se stesso, che magari ostenta modestia ma che in pratica si affaccenda sempre nella viziosa ricerca di tutto ciò che possa porre in risalto le sue doti (più presunte che vere). Dire in un modo e agire in un altro, «moralizzare a parole e corrompere coi fatti» (p. 9), ripudiare «l'unità del pensare e dell'agire» (ibid.), l'«armonia di vita e di pensiero» (p. 66): questo il cattivo esempio che viene da chi, dedicandosi alle lettere, dovrebbe (per ciò stesso) fornire invece una lezione di eticità. (continua) >>>



da:
Lettere vanitose,
ossia la passione civile di un critico scrittore

di Ettore Mazzali

in: Studi in onore di Antonio Piromalli
Napoli, E.S.I., 1993

Lettere vanitose in senso attivo e traslativo, cioè lettere sulla e contro la vanità. E un titolo che ci richiama per la sua pregnanza sintattica alle lettere «odorose» di Lorenzo Magalotti. Dunque lettere polemiche che hanno per bersaglio il letterato accademico, le Accademie Tiberine, che contrabbandano chiacchierate inutili e insulse quali discorsi di civiltà, che ricoprono gli ozi, le stoltezze e le inerzie morali con i panni della mediocre letteratura, e tuttavia si affaticano a conquistarsi meriti sociali e premi fasulli.

[...] Libro tessuto di documentazioni serrate e di bersagli dichiarati, esso svela (continua) >>>


da: Antonio Piromalli
e l'amicizia
come valore etico

di Pasquale Tuscano, in: Letteratura & Società, nº 17-18, 2004, p. 112

"La mancanza di Antonio Piromalli nell’attività letteraria calabrese e nazionale peserà a lungo. L’affermazione quasi monotona che nessuno di noi è indispensabile è puramente consolatoria.

Piromalli era il solo che aveva l’autorità di far tacere chiunque, ignorando le ricordate ragioni metodologiche di ricerca e di studio, osasse (continua) >>>

 



Parallelamente alla critica letteraria, Antonio Piromalli ha costantemente condotto una appassionata azione di critica politica e sociale: specialmente attraverso una lunga serie di scritti intitolati "Lettere vanitose", pubblicati di volta in volta, a partire dal 1964, su:
"Il Gazzettino del Jonio", "Comunità Bruzia", "Cultura", "Calabria-oggi", "Chiarezza", "La Voce del Popolo", "Letteratura & Società".
Gli scritti pubblicati fino al 1975 sono stati raccolti nel volume Lettere Vanitose (Soveria Mannelli, Rubbettino, 1985).

Lettere vanitose

"Queste "Lettere vanitose" sono uno spiraglio polemico alle nostre fatiche di critica letteraria, un respiro al lavoro quotidiano e una boccata d'aria libera perché ci pare che libero sia il foglio che le ospita. In esse scriviamo contro gli idoli che ci soffocano, contro i miti, le generalizzazioni, le storture, qualche volta contro noi stessi, contro le nostre fedi e le nostre speranze, contro coloro i quali hanno le nostre fedi perché se le palleggiano, talvolta, come in un derby paesano; sicché se mancasse l'autoironia le nostre parole avrebbero un tono apocalittico e drammatico che non vogliono avere. [...]
In queste "Lettere" portiamo l'eco di ciò che leggiamo e sentiamo, commentiamo eticamente e passionalmente idee e fatti, ricordiamo eventi e persone del passato che ci sono stati di esempio. (A.P.) ".

 

 

Riportiamo di seguito alcuni brani tratti da questi scritti:

 

 
Lettere vanitose, di Antonio Piromalli

StoriadellaLetteratura.IT

la storia letteraria scritta da Antonio Piromalli
oggi liberamente e interamente consultabile in rete