Questo scritto di Patrizia Paradisi illustra le motivazioni della dedica
apposta ad un suo studio pubblicato nella rivista "Letteratura & Società"
La dedica in questione si riferisce all'articolo
"La poesia latina nei primi decenni del Novecento. A proposito
di Musa Alessiana di Francesco Sofia Alessio, a cura di Ugo Verzì Borgese"
("Letteratura & Società" n. 19, gennaio - aprile 2005, p.72)
“Ad Antonio Piromalli”: le ragioni di una dedica
Avevo visto il prof. Piromalli per la prima volta all'inaugurazione del 345° Anno Accademico della Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano sul Rubicone, il 10 dicembre 1995, accompagnando l'avv. Fausto Battini, illuminata figura di banchiere umanista e mecenate, fondatore e presidente dell'Associazione di ex allievi «Amici del Muratori» di Modena (di cui sono segretaria), a ricevere il diploma di Accademico corrispondente che quel giorno veniva consegnato ai nuovi soci (degno quant'altri mai di far parte del glorioso e storico consesso, per i suoi interessi non superficiali nei settori dell'arte, della storia, della filosofia e in genere di tutta quella che viene definita humanitas, autore di un importante saggio sull'etica nell'economia, Battini è precocemente scomparso il 9 dicembre 2002). A Savignano il prof. Tommaso Scappaticci presentava il volume di Antonio Piromalli Le feste dei pastori del Rubicone per Napoleone I Re d'Italia, appena uscito presso l'editore Olschki di Firenze.
Ritrovai il prof. Piromalli a Messina, nell'ottobre 2000, a trarre le conclusioni del Convegno di Studi La poesia latina nell'area dello Stretto fra Ottocento e Novecento. Per Giuseppe Morabito nel centenario della nascita (1900-1997), organizzato da Vincenzo Fera nella Facoltà di Lettere e Filosofia della locale Università. Allieva di Alfonso Traina (come noto, fondatore degli studi moderni sul Pascoli latino, e presente al Convegno per tratteggiare La 'pascolite' di Giuseppe Morabito), io avevo presentato in quell'occasione una relazione su Sofia Alessio e Pascoli, una lettura comparativa della poesia latina dei due autori, e il prof. Piromalli ebbe parole oltremodo lusinghiere per il mio intervento. Dopo quell'incontro, mi propose di collaborare alla sua rivista «Letteratura & Società», offrendomi di occuparmi di personaggi di assoluto rilievo come i latinisti Antonio La Penna e Sebastiano Timpanaro, soggetti per i quali non avevo sicuramente 'ali' bastevoli; su argomenti più alla mia portata, il carducciano Severino Ferrari o la Scuola Classica Romagnola, non feci mai a tempo, per altri impegni precedentemente assunti, a concludere la stesura dei relativi articoli...
Il 14 aprile 2003 si tenevano a Taurianova (RC) le celebrazioni per il 60° anniversario della morte di Francesco Sofia Alessio, intellettuale che nel panorama della poesia neolatina rappresenta un caso particolarmente e doppiamente singolare. Oratore ufficiale della giornata era il prof. Antonio Piromalli, somma, indiscussa autorità della cultura calabrese, nome tra i più prestigiosi della critica letteraria e storica italiana. Una frattura al braccio sinistro subita pochi giorni prima della partenza mi impedì purtroppo di essere presente quel giorno in Calabria e di rivedere così - per l'ultima volta - il prof. Piromalli prima della sua improvvisa dipartita (il mio intervento, riguardante la pubblicazione di MUSA ALESSIANA a cura di Ugo Verzì Borgese, fu recato alla celebrazione e brevemente sintetizzato dal preside prof. Oronzo Casto, che ancora ringrazio per la gentile disponibilità).
È quindi con forte rammarico e una sottile punta di amarezza, e di rimpianto, che ho voluto dedicare quello studio (pubblicato su «Letteratura & Società», n. 19-2005), alla memoria del professor Antonio Piromalli, come omaggio postumo, deferente e grato, verso un maestro conosciuto tardi, ma i cui insegnamenti, soprattutto in ambito di cultura romagnola e ferrarese (di cui continuo a occuparmi), ma in generale di stile e professionalità, sono per me ancora ampiamente fecondi; associandolo per sempre nel ricordo, mesto e riconoscente, di quella domenica savignanese, all'altra "cara immagine" di Fausto Battini, ora che non sono più tra noi.